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martedì 15 ottobre 2019

I "bambini mai nati" vivono ogni giorno, sull'isola che c'è

Può veramente esistere un giorno per festeggiare i bambini mai nati? Che siano cresciuti, vissuti o rimasti delle piccole cellule, ogni bambino ha vissuto.

Ci sono i bambini mai nati frutto di un sogno infranto, di una mamma e di un papà che li hanno desiderati tanto, ma non sono mai riusciti a incontrarli. Piccole luci che si sono affievolite invece di diventare dei falò, ma senza mai spegnersi del tutto. Quelle piccole lucciole sono sempre vive e accompagnano ogni giorno i pensieri dei loro genitori, come una parte di sé che è rimasta lì, in qualche modo.

L'intralcio di una svista, che ha creato bambini mai nati non voluti da qualcuno, che sono stati disinnescati come fossero una bomba a orologeria pronta ad esplodere e “rovinare le vite” di chi l'aveva congegnata. Il pericolo dell'esplosione è passato, ma ogni anno, in quel mese, ci si trova a pensare alle candeline che avrebbe spento quel bimbo, se sarebbe stato maschio o femmina, se sarebbe andato bene a scuola, se avesse giocato a calcio, se ci avrebbe amati.

Bimbi che hanno scelto di rimanere solo un ricordo, che non si sono sentiti di affrontare la vita e che la natura ha fatto tornare indietro, perché non erano ancora pronti.

Bimbi sconosciuti, che sono stati lì per qualche giorno, senza che nessuno se ne accorgesse, come clandestini a bordo di una nave, e che poi sono semplicemente approdati altrove, senza scuotere le menti, la coscienza, il cuore.

Idee che avevano la forma di bimbi, che sono stati cercati come un tesoro, come un sacro Graal, come Colombo cercava le Indie, ma che continuano a vivere, forti come macigni, nella speranza.

Chiunque abbia perso un bambino, per decisione o per volere della natura non lo considererà mai un “non nato”. E' stato vivo, è stato una persona a cui abbiamo rivolto emozioni forti, pensieri, paure, angosce, rabbia, frustrazione, amore. I bambini mai nati non esistono, sono tutti vivi nei pensieri di una mamma che, anche se solo per poche settimane li ha accompagnati in un viaggio che non è mai terminato.

domenica 24 marzo 2019

Arrivano puntuali come le tasse: le feste di compleanno

Le feste di compleanno degli amici dei vostri figli. Cosa c'è di "meglio"? Solo le feste di compleanno dei vostri figli, perché in questo caso sarete le uniche responsabili, oltre che le uniche a pulire disastri di dimensioni bibliche.

Ma andiamo per ordine. Tutto inizia quando accompagnate i vostri bambini all'asilo e intravvedete con la coda dell'occhio un biglietto dall'aria sospetta nel vostro spazio per le comunicazioni. Con la fretta di far entrare i bimbi in orario non ci fate caso, ma quando uscite lui è ancora lì ad aspettarvi.
E già sapete che o sarà un sollecito di pagamento o un invito.
Cerchiamo di parlare chiaro: tutte (credo) le mamme sono felici quando i propri figli vengono invitati alle feste dei compagni perché vuol dire che socializzano, che si trovano bene, che hanno amici. Ed è tutto molto bello fino a quando non vi giunge come un flash il ricordo di altre feste: orde barbariche di quatrenni e cinquenni che si trasformano nei gormiti del male tra un gonfiabile e l'altro, mentre voi ne perderete traccia e controllo.

L'atteggiamento delle mamme veterane è sempre quello di lasciar correre: “Finché non lo sento piangere davvero lo lascio fare perché sono solo capricci” ed è così fino a quando il bimbo in questione non arriva con lacrime vere e con un dente rotto (si spera sempre sia il suo) in mano.
Le madri meno esperte sono quelle che non spengono mai il “cerca-bambino”: non li mollano né nella piscina alta 2 centimetri e piena di palline di plastica, né tanto meno su cavallo a dondolo. E sul tappeto elastico? Vanno con loro ovviamente.

Generalmente però si creano i soliti gruppi di mamme, quelle chiacchierone, quelle disperatamente stanche, quelle che parlano di cucina e quelle che ascoltano e non dicono una parola in tre ore perchè sotto shock. Il tutto mentre la mamma organizzatrice gira come una scheggia impazzita tra il rinfresco, l'accoglienza di amici e parenti e la perenne preoccupazione della torta, che affligge tutte.
La mamma che organizza la riconosci anche se non fai parte della festa: è quella che si era fatta la piega ai capelli ma una volta entrata all festa sembra essersi pettinata con i petardi. E' talmente stanca che spesso cammina a testa bassa e con il fiatone, nemmeno fosse una reduce di "The Walking dead".
Attenzion però: quando arriva il momento della torta la mamma che festeggia si esclissa. Nessuno è ancora riuscito a capire cosa succeda in quel lasso di tempo che inizia con le foto di rito e lo scartamento dei regali, ma la mamma scompare. Riappare quasi a fine festa per rimettere tutto a posto, raccattare quanto di papabile possa portare a casa come cena, perché con le forze in dotazione non sarebbe in grado nemmeno di preparare il finto piatto che a volte “vende” ai figli come prelibatezza di Carlo Cracco: latte e biscotti.

Le feste di compleanno sono momenti unci per i vostri bambini, che ricorderanno per tutta la vita, tra botte, risse, cadute dallo scivolo gonfiabile gigante, ansia del mago e a volte truccabimbi troppo avveneristici, ma per loro rimane sempre un evento strepitoso: un capodanno tutto l'anno.
Per le mamme....fa piacere poter condividere gioie e dolori con le proprie “colleghe”, ma non fate l'errore di pensare alle feste che fino a qualche anno fa vi vedevano protagoniste come regine della pista. Fatevene una ragione: gonfiabili, truccabimbi e bimbi selvaggi is the new Cocoricò.

http://www.sanremonews.it/2019/02/17/leggi-notizia/argomenti/vita-da-mamma/articolo/vita-da-mamma-le-feste-di-compleanno-tanto-lo-sapete-che-prima-o-poi-sara-il-vostro-turno.html

C'erano un francese, un americano e un inglese che si chiedevano dove fosse il tedesco. E poi scoppiò la guerra "sanitaria"

La mattina del 1° gennaio 2020 il presidente americano Trump twitta un messaggio di buon anno molto lontano dai buoni auspici legati a q...