lunedì 20 maggio 2013

Cominciare con tanto entusiamo, finire con un pugno di sarcasmo.

Ho sempre la mente piena di qualcosa. Un potpourri di progetti, fantasmi, idee, paure ansie e a volte gioie. Tutti sono caratterizzati dallo stesso iter di creazione: li creo sempre con tanto entusiamo, così tanto che alla fine, visto il peso delle aspettative, queste non hanno possibilità di trovare un appiglio nella realtà e si dissolvono come bolle.

Avevo entusiasmo quando ho cominciato a viaggiare da sola per la prima volta, un anno in Tunisia. Tutti mi dicono, quando racconto questa esperienza:"che coraggio hai avuto a partire da sola per studiare l'arabo, devi avere un carattere forte!". Assolutamente no. Non ho alcun carattere così forte da permettermi di agire in modo deciso, in realtà è la mia incoscienza che prevarica tutto. Quando sono tornata a casa nessun datore di lavoro cercava più qualcuno che sapesse parlare arabo e dopo qualche anno il mio accento tunisino è finito nel cassetto.
Avevo entusiamo quando ho deciso di lavorare in America. E tutti mi dicono:" devi essere molto in gamba per aver lavorato nel Governo del Massachussets". Assolutamento no. Si tratta di quella famosa botta di fortuna che raramente guarda in faccia chi realmente ne ha bisogno, come la lotteria di capodanno. E quando sono tornata a casa delle mie esperienze politiche sociali e culturali americane, non interessava a nessuno: nella mia provincia o eri Pdl  o non eri niente. E anche se diventavi Pdl per necessità, continuavi a non essere nessuno, lavorativamente parlando, perchè la spinta giusta, a te, non arrivava mai.
Avevo entusiamo quando mi sono imbarcata sulle navi da crociera. E tutti mi dicono "Accidenti che bella vita si fa in crociera. Avrai fatto sempre vacanza!" Assolutamente no. Chi va in vacanza in crociera si rilassa, chi ci lavora, lavora davero. E si lavora 18 ore al giorno, senza turni, senza soste, stipati in piccole cabine, dove, se hai la fortuna che ho avuto io, riesci a crearti un microcosmo di amicizie, in mezzo ad un mare di deriva, che ti fa ricordare chi sei e non ti lascia mai. Non ti lascia nemmeno quando capisci che in certi ambienti, soprattutto in alto mare, per far carriera devi affrontare e concederti alle maree. E se non sei il tipo inizi a lavorare come hostess e finisci la carriera come hostess. Esattamente quello che ho fatto io. Quindi torni e casa e scopri che le hostess qui sono solo quelle che vendono il Grand Soleil al supermercato.
Avevo entusiamo quando ho deciso di affrontare una nuova vita, di mettermi in gioco in quella che tutti chiamano "normalità". Normalità apparentemente consistente nel mettere radici in un posto ben definito, andare a messa alla domenica, avere amici con cui uscire al sabato sera ed estrapolare da questi il tipo giusto con cui creare, per volere o per dovere, una famiglia.
Qui nessuno mi ha detto che ho avuto coraggio quando nel giro di 1 anno mi sono sposata e ho fatto una bambina. Mi hanno detto tutti che era presto, ero precoce, ero esagerata, che non si poteva avere tutto subito, che non si bruciano le tappe, che bisogna considerare tutto, che la gente normale non fa così. E le critiche continuano ancora ora che, nonostante tutto, le profezie avverse non si sono ancora avverate e che sebbene la realtà sia che li ho zittiti tutti, continuano a negare l'evidenza, trovando sempre qualcosa che non va.
Nel corso prematrimoniale che ho fatto qualche mese fa ci spiegavano l'importanza delle famiglie allargate. Alla luce di tante cose, penso che uno dei miei film preferiti, IL PADRINO, sia l'esempio migliore di come vadano a finire le famiglie allargate. 
Sarebbe meglio che ognuno coltivasse il proprio nido, magari con un po' meno di entusiasmo iniziale, ma con più razionalità, per evitare di finire solo con tanto amaro sarcasmo. 
In fin dei conti se qualcuno mi dicesse: "se il buongiorno si vede dal mattino" io risponderei: " alla sera leoni, al mattino devi alzarti lo stesso e fare finta di niente".

1 commento:

  1. Cara amica,
    alla base della tua intraprendenza, forse, ci voleva un pò di fortuna in più, ma in questi percorsi tu volevi fare esperienza che poi avresti sfruttato nel campo lavorativo, forse il sogno americano è quello che ti ha dato molte chances e ti ha molto gratificato.
    Peccato, ma adesso hai una famiglia che non è proprio la normalità, ci vogliono emozioni, pazienza e amore.
    Quando potrai, comunque continua a inseguire il tuo sogno, avere un lavoro o una professione che ti appaghi, tu che hai fatto di tutto per imparare dalla vita e hai saputo metterti in gioco.
    Buon cammino, buona vita

    RispondiElimina