mercoledì 1 agosto 2012

Il mio ultimo colloquio e i Soliti ignoti.

Vestito nuovo di Zara ordinato online con il 30% di sconto, ballerine che fanno serietà e curriculum nella borsa.
Il colloquio è alle 15.30 ma cerco di arrivare prima, considerato il mio senso dell'orientamento, non aiutato dal fatto di aver abozzato le indicazioni per gli uffici su una bolletta della luce, ancora da pagare.
“Addetta al ricevimento”, per un hotel non troppo prestigioso, ma abbastanza dignitoso della mia Sanremo. E allora mi chiedo, come mai il colloquio me lo fanno fare in una fabbrica che si chiama: “Macello G. snc”?
Cerco di non essere eccessivamente pignola considerati gli ultimi tragici colloqui.
Non esiste il citofono, un campanello o un qualcosa che annunci il mio arrivo. Solo una porta con scritto: Uffici: vietato l'ingresso.
Chissà perchè in queste situazioni si pensa sempre di essere osservati da qualcuno appostato nei paraggi, come se fosse una prova, una parte integrante del colloquio.
Mi guardo in giro: niente. Me la sento, apro la porta facendo sobbalzare la segretaria intenta a mangiare una pizzetta.
Parte in automatico la mia modalità collaborazione tra segretarie frustate.
“Ciao, scusa il disturbo” che poi lei è li apposta. “Dovrei fare un colloquio”.
Si pulisce in fretta senza lasciare la pizzetta e mi fa segno di accomodarmi su una sedia.
“Il signor Mario è un attimo in ritardo, arriva subito.”
Passano dieci minuti e del signor Mario nemmeno l'ombra.
E poi si spalanca la porta ed eccolo: bermuda, Rayban rossi e camicia. Il Signor Mario desumo.
Il colloquio ha la durata di circa 10 minuti. Nei primi otto circa vengono decantate le lodi di questo albergo in cui fare la receptionist pare sia uno dei lavori più prestigiosi della riviera, a sentire lui.
Negli ultimi due minuti, quando il Mario capisce l' estremo bisogno che ho di lavorare, vengo informata rispettivamente che: gli ospiti dell'hotel hanno una media di 85 anni, la struttura è cogestita con le suore, la concezione di receptionist abbraccia anche quella di cameriera- badante e facchina e soprattutto che la prima settimana di prova non è retribuita.
“Cosa fa accetta?”
Cosa faccio?
Facciamo un rapido calcolo. Netto delle mie entrate di questo mese: 0 euro.
Netto delle uscite: assicurazione della macchina, seconda rata delle tasse e imu con penale per il ritardo. Somma indefinita.
Netto delle mie competenze: 2 lauree una in scienze politiche ed una in storia più svariate lingue. Possibilità di utilizzarle realmente: nulle.
Cosa faccio?

4 commenti:

  1. chissa`, magari becchi un 85enne con molte conoscenze, ormai il lavoro si trova solo con il passaparola. poi un lavoro mica si sposa? se non ti pice, puoi sempre andartene.no?

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  2. ....è davvero avvilente...
    Capisco che pecunia non olet...però....cavolo.... doversi tappare il naso così dopo aver studiato tanto...
    però, dovrai pur mangiare...

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    Risposte
    1. e si il problema è quello. Anche senza essere alla canna del gas o sotto un ponte, bisogna far buon viso a cattiva sorte. A quanto pare nn sembra ci sia di meglio in giro.

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    2. e si il problema è quello. Anche senza essere alla canna del gas o sotto un ponte, bisogna far buon viso a cattiva sorte. A quanto pare nn sembra ci sia di meglio in giro.

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